SPECIALE REBOOT
“Gigante buono, pensaci tu!”
Con L’incredibile Hulk datato 2008 non siamo di fronte ad un remake, e neanche ad un sequel (come inizialmente programmato). Semplicemente, la nuova avventura tratta dal fumetto Marvel è un “ricomincio da capo”, un reboot che spazza via il film di Ang Lee di appena 5 anni prima.
Di quel primigenio Hulk interpretato da Eric Bana resta il ricordo di un esperimento fallito e di un sonoro flop al botteghino da cui il cineasta taiwanese si riprenderà però immediatamente, inanellando uno dopo l’altro I segreti di Brokeback Mountain (2005), Lussuria – Seduzione e tradimento (2007) e Vita di Pi (2012). E rimane anche lo scalpore per una manovra cui il pubblico all’epoca non era affatto abituato, una mancanza di coerenza che ha poi fatto scuola con i “nuovi inizi” di Spider-Man e Batman. Il novello Hulk/Bruce Banner impersonato da Edward Norton si muove nelle favelas brasiliane come un’ombra, emarginato dalla società e braccato dai militari del generale Ross. Controlla i battiti e fa training autogeno, nella speranza di tenere a bada il “mostro verde” che è in lui. È un essere umano senza pace, costretto a convivere con il proprio rovescio della medaglia: un mastodonte di due metri e 70 incontrollabile, che prende possesso del suo corpo quando la rabbia ha la meglio sulla ragione. La backstory di Bruce viene affidata solo a qualche flash e a qualche breve riassunto per bocca dei personaggi: il regista Louis Leterrier (già autore del piccolo cult Danny the Dog) in pratica si libera delle zavorre narrative per costruire quella che è essenzialmente una pellicola d’azione, che resta sulla superficie delle cose. La principale differenza col lavoro precedente è proprio qui: laddove quell’Hulk era un prodotto per adulti, questo lima quasi tutta l’introspezione psicologica e la riflessione virando verso un target post-adolescenziale. Avvertiamo il disagio e il tormento di un supereroe che non controlla le proprie potenzialità, ma senza spingerci oltre. E il “gigante buono” ci fa tenerezza, ci rende partecipi delle sue tribolazioni grazie all’abile gioco delle citazioni: Hulk come Dr. Jekyll e Mr. Hyde, King Kong che si innamora ma non può amare la sua bella e Frankenstein che viene legato al lettino degli esperimenti. Elementi – Abominio davvero abominevole compreso – che non compensano la solita ovvia sensazione di prevedibilità della vicenda. Col senno di poi tirare le somme è facile: L’incredibile Hulk è operazione creata a tavolino, rilancio crossmediale di quel Marvel Cinematic Universe che aveva esordito, sempre nel 2008, con l’Iron Man di Robert Downey Jr. Un franchise redditizio partito da lontano, arrivato fino al recente Avengers – Age of Ultron e che nella sua cosiddetta “Terza Fase” prevede da qui al 2019 l’uscita di ben undici (!) nuovi film. Dei supereroi insomma – piacciano o meno – non ci libereremo tanto facilmente.
L’incredibile Hulk [The Incredible Hulk, USA 2008] REGIA Louis Leterrier.
CAST Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, William Hurt, Lou Ferrigno.
SCENEGGIATURA Zak Penn, Edward Norton (non accreditato). FOTOGRAFIA Peter Menzies Jr. MUSICHE Craig Armstrong.
Azione/Fantascienza, durata 112 minuti.