La storia di un eroe innamorato
Seppur siano due operazioni distinte, la saga dei Marvel Studios degli Avengers e quella di detenuta dalla Sony di The Amazing Spiderman, sono prodotti che mostrano una similare strategia costruttiva e identificativa.
Da più parti si è notato come ogni eroe Marvel abbia un genere di riferimento cui costruire il plot mantenendo ad ogni modo una simile costruzione al narrato, la tripartizione del viaggio dell’eroe. In questo senso il reboot della saga di Spiderman mostra di seguire le medesime orme lasciate dalla Marvel Studios, caratterizzando fortemente i due episodi dell’uomo ragno con la commedia romantica, ma cercando di rendere i due episodi ancora più corporalmente legati al genere. Per intenderci il plot dei due presenta delle costanti come il conflitto con l’autorità paterna (prima lo zio, ora la scoperta delle azioni passate del padre stesso), la continua altalena di emozioni contrastanti con Gwen (è veramente troppo pericoloso stare con la propria fidanzata ed essere contemporaneamente Spiderman?) e ovviamente i nuovi villain: Electro – prima ex-impiegatuccio colmo d’ammirazione per Spiderman tanto quanto infastidito dalla sua popolarità dopo la sua trasformazione in un essere elettrico – e il Goblin – vecchio amico di Peter Parker e ora mutatosi per salvarsi da una malattia. Ma perché The Amazing Spiderman 2 è così inserito nel proprio genere di appartenenza? Perché il percorso dell’eroe solo superficialmente segue il conflitto contro i propri nemici, due sono gli scontri diretti e in entrambi l’Uomo Ragno riesce a vincere senza esser personalmente sconfitto, la vera caduta in realtà è data dallo squilibrio che nascerà nella relazione con Gwen. Tale fatto è la reale sconfitta cui l’eroe deve fare i conti, non è un caso che la pellicola finisca a metà dello scontro contro un nuovo villain. È proprio in questo fatto però che la pellicola mostra il limite maggiore, se nelle scene d’azione l’eroe continua a mostrarsi come un gommoso pupazzetto digitale simpatico da vedere quanto fastidioso nel suo esagerato irrealismo, il punto però su cui la pellicola pecca maggiormente è proprio nella love story. Questa non è mai veramente in bilico, nonostante l’incipit voglia farci credere alla crisi del loro rapporto, e ciò è dato per colpa di Peter, sempre chiuso nel suo personaggio di scanzonato eroe perfetto, gioviale e amorevole con il prossimo come nella vita amorosa. In questo forse rimane la maggior differenza tra le pellicole dedicate agli Avengers, oltre alla trilogia di Raimi, per creare un eroe forse è necessario prima pensarne i limiti e difetti, sicché non si perda l’umanità insita in loro e necessaria per mantenere il realismo nella finzione.
The Amazing Spiderman 2 – Il potere di Electro [The Amazing Spiderman 2, USA 2014] REGIA Marc Webb.
CAST Andrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx, Sally Field.
SCENEGGIATURA James Vanderbilt, Alex Kurtzman, Roberto Orci. FOTOGRAFIA Daniel Mindel. MUSICHE Hans Zimmer.
Azione, durata 140 minuti.