Per una volta parliamo di sport. Gli appassionati sanno che domenica è stata una giornata eccezionale. Complice la globalizzazione delle competenze calcistiche, per esempio, niente di ciò che è avvenuto in Italia ha saputo bilanciare il fascino dei minuti finali di Manchester City-QPR. Chi scrive queste righe è interista. E dunque il lettore potrà capire quanta comprensione c’era per il quasi suicidio del City.
Statuette e cinema italiano
Lo ha già notato Paolo Mereghetti sulle colonne del “Corriere della Sera”. La vittoria, meritatissima, dei Taviani al David di Donatello, con il loro Cesare deve morire, dà di che pensare.
Bisogno di cinema americano
Il successo clamoroso di The Avengers – oltre dieci milioni in pochi giorni – ha sorpreso persino chi pronosticava faville per il gruppo dei vendicatori finalmente riunito. Ciò che davvero colpisce è il trionfo dei supereroi in Italia, terra notoriamente freddina nei confronti dei cinefumetti. Improvvisa voglia di collettività? Adeguamento supino al battage pubblicitario? Tutto può essere ma è forse qualcos’altro che si sta muovendo.
Il cinema dell’usato sicuro
Un’occhiata a che cosa ci aspetta in prima visione nel lungo ponte 25 aprile-1 maggio (le sale sperano che i molti giorni festivi possano contenere l’euforia portata dalle temperature in rialzo): Il castello nel cielo, 1986; Titanic, 1997; Hunger, 2008; Piccole bugie tra amici, 2009… che succede?
Senza macchina da presa
Questa settimana lo spazio dedicato all’editoriale viene dedicato a un’iniziativa importante, organizzata dal Cimes di Bologna. Si tratta di Film che producono film – Verifiche incerte sul cinema senza macchina da presa, in programma il 19 e 20 aprile nella capitale emiliana.
Appello anticipato per Cannes
Il carnet del Festival di Cannes pare davvero maestoso. Mancano ancora i dettagli di tutto il programma ma pare evidente che anche quest’anno il gotha autoriale andrà sulla Croisette.
Il non-esserci del cinema
Dopo aver riflettuto a lungo sull’editoriale di questa settimana, chi scrive si è imbattuto su www.freakout-online.com in una bella intervista a enrico ghezzi. E allora è parso giusto “cedere” lo spazio a tre domande e tre risposte sulle quali trovarsi magnificamente (e ossessivamente) d’accordo.
Il post-cinema? A casa propria
Mentre si discute e ci si azzanna su come il cinema stia entrando nei new media – contaminazione creativa o tramonto? – e mentre le sale ricominciano a dare il segno meno dopo che un paio d’anni fa si sperava nel rilancio, ecco una iniziativa davvero curiosa. Il cinema a casa propria, ma non seduti sul divano a guardare Sky.


